it's all about dreams.

About Us


La nostra organizzazione ONLUS nacque con il nome FaeforLife. Fu creata nel 2013 per supportare e finanziare progetti in ambito umanitario ideati e realizzati da associazioni locali con scarsa o nulla rilevanza mediatica, utilizzando la fotografia come strumento di sensibilizzazione atto a raccogliere consensi. Nel 2017, dopo quattro anni di vita, abbiamo cambiato nome. Ecco quindi LifeONLUS, con la targa BG usata nei social per evitare equivoci.

Non abbiamo cambiato però i nostri ideali e i nostri obiettivi. Basiamo la nostra attività su principi come solidarietà, etica e giustizia sociale e facendo leva sulla coscienza delle persone, e vogliamo rendere quanto più positiva la vita delle persone che ci proponiamo di sostenere.

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InsideMalawi è stato il primo progetto documentato di Life Onlus con il quale, nel 2013, abbiamo sostenuto due realtà: l'orfanotrofio Alleluya Care Center di Namwera, creato e gestito dalla signora bergamasca Rita Milesi, e la comunità dell'altopiano del Chikala dove, attraverso i missionari Monfortani, è stato realizzato il pozzo che fornisce acqua potabile ai locali e soprattutto ai bambini che hanno iniziato a frequentare la scuola.

Nel 2014 abbiamo continuato InsideMalawi con lo speciale "Mtendere, I care you", inviando il nostro sostegno al centro Mtendere, che in lingua Chewa significa "pace", l'unico centro per ragazzi e ragazze diversamente abili del paese situato nella missione delle suore poverelle nel villaggio di Kankao. Suor Rosalba, la responsabile del centro, sognava da tempo di avere un fisioterapista che si prendesse cura dei suoi ragazzi. Grazie anche al nostro contributo, ad oggi, quotidianamente un fisioterapista lavora nel centro. (Leggi la lettera di ringraziamento (https://LifeOnlus.wordpress.com/2015/04/09/lettera-da-kankao/).

Dopo due anni in Malawi, nel 2015 abbiamo deciso di sposare la causa degli albini in Tanzania, una situazione veramente triste che porta queste persone a vivere costantemente sotto minaccia per motivi assurdi, frutto di ignoranza e mancanza di educazione. Con la prima parte del reportage "Albinos, don't let them alone" ci siamo così schierati a fianco di queste persone e abbiamo supportato l'associazione Asante Mariamu che da anni lavora per difendere i diritti degli albini, soprattutto attraverso l'assegnazione di borse di studio per frequentare la scuola secondaria, assicurando così un buon livello di educazione e quindi di integrazione nella società, aiutando in particolar modo gli ospiti del Kabanga Protectorate Center, il centro da noi visitato dove è stato realizzato il nostro reportage fotografico. (Leggi la lettera di ringraziamento: https://LifeOnlus.wordpress.com/2016/03/06/lettera-da-asante-mariamu/). L'impegno di FaeforLife a fianco della comunità albina della Tanzania è proseguito anche 2016 con la seconda parte di "Albinos, , don't let them alone". Il ricavato della raccolta è stato destinato alla Josephat Torner Foundation per la loro attività sempre a favore degli albini.

Dopo questi quattro anni africani, una nuova geografia sarà protagonista della nostra attività. Quest'anno abbiamo approfondito un nuovo tema, almeno per noi, avvicinandoci al mondo del mercato equo e solidale, in particolar modo al commercio del caffè, uno dei prodotti più scambiati al mondo in borsa e simbolo di un'economia basata sullo sfruttamento e sulla speculazione finanziaria.

Abbiamo conosciuto l'associazione Tatawelo http://tatawelo.it/ che da più di dieci anni ormai accompagna le comunità indigene zapatiste in Chiapas (Messico), da anni in lotta per l'affermazione del diritto di vivere dignitosamente sulle proprie terre e secondo la propria cultura, nel raggiungimento di una reale autonomia. Tatawelo sostiene le comunità indigene zapatiste attraverso la commercializzazione del loro caffè, attualmente in modo particolare quello della cooperativa Yachil Xojobal Chu'lchan, maggior prodotto di esportazione e fonte di reddito per centinaia di piccoli produttori. Questa attività è uno dei pilastri sul quale si regge la costruzione dell'autonomia zapatista. È anche grazie a questo lavoro delle cooperative e alla vendita dei prodotti, caffè incluso, che i governi autonomi del Chiapas sostengono le loro strutture educative, sanitarie e lo sviluppo complessivo delle loro comunità. A questo punto si dovrebbe aprire una parentesi che però non sarebbe molto semplice da chiudere visto che raccontare trent'anni di lotta del movimento zapatista non è esattamente la cosa più semplice da fare quindi diciamo solo che si tratta di una lotta dei popoli indigeni che, dopo una buia notte lunga più di cinquecento anni fatta di violenza, persecuzione, discriminazione, furti di terra, cultura e identità, hanno deciso di ribellarsi a questo sistema che solo sapeva disprezzarli e annichilirli. È una lotta per la vita, per l'unica forma di vita che vale la pena di vivere ovvero con libertà, giustizia e dignità. Un nostro breve approfondimento a questo link https://lifeonlusbg.wordpress.com/2017/01/31/breve-cronaca-della-lotta-neozapatista/.

Uno dei principali obiettivi di Tatawelo è quello di promuovere un'economia solidale, rispettosa dei diritti dei produttori, dei consumatori, dell'ambiente e mettere in pratica forme di finanza etica. Da questo presupposto nasce il motto di Tatawelo: "seminare, raccogliere e distribuire non solo chicchi di caffè ma di giustizia, dignità, uguaglianza e autonomia". Facciamo nostra questa frase e quest'anno ci riproponiamo di sostenere direttamente questa associazione e la cooperativa di produttori Yachil Xojobal Chu'lchan che ci ha permesso di conoscere da vicino questo mondo e quindi la lotta per l'autonomia delle comunità indigene zapatiste.

It's all about dreams...

#HelpAfricanAlbinos

Life Onlus supporta con forza la campagna #HelpAfricanAlbinos dello scrittore Cristiano Gentili, progetto sociale in difesa degli albini africani.

Partecipa anche tu www.ombrabianca.it

Photo Gallery


  • Albinos, don't let them alone #2. Tanzania 2016.

    Questa seconda parte di "Albinos, don't let them alone" vuole continuare il racconto dello scorso anno da un punto di vista differente. Questo reportage vuole documentare attimi di vita di persone albine emancipate, con un lavoro dignitoso, una famiglia e socialmente impegnate per migliorare le condizioni di vita dei loro fratelli meno fortunati, ancora costretti a subire discriminazione, isolamento e violenza. Insegnanti, studenti, personale ospedaliero, taxisti, volontari... Josephat, Salim, Queen, Biko, Abdullahim e molti altri... tutti esempi positivi di vera integrazione, resistenza e speranza.  

    Fotografia: Giacomo Mignani

  • Albinos, don't let them alone #1. Tanzania 2015.

    Kabanga Protectorate Center, Tanzania. Uno dei dodici centri di protezione per gli albini, persone da sempre discriminate e, negli ultimi anni, bersaglio di violenze indescrivibili perchè le loro parti del corpo sono ritenute veri e propri portafortuna. Per molti, soprattutto per i più deboli, donne e bambini in particolare, questi centri gestiti dal governo sono l'unica alternativa. Oltre al cibo quotidiano, un letto in un dormitorio sovraffollato e una guardia armata in loro difesa, questi luoghi non offrono nient'altro e la vita si riduce in un'eterna attesa...

    Fotografia: Giacomo Mignani

  • InsideMalawi 2014. Speciale Mtendere: I care you.

    Il centro Mtendere, che in lingua chewa significa pace, è l'unico centro del Malawi per bambini/e e ragazzi/e diversamente abili.

    Situato nella missione delle suore poverelle di Kankao, un villaggio in una zona rurale, da diversi anni è attivo questo centro residenziale dove gli ospiti trovano un ambiente accogliente e persone che ne promuovono la crescita.

    Oltre alla presa in cura effettiva, all'assistenza igienico-sanitaria e alle attività fisioterapiche (il 70% degli ospiti è molto compromesso dal punto di vista fisico), c'è la possibilità di frequentare la scuola primaria.

    Tanti cuori pulsanti che emanano voglia di vita e di imparare, desiderio di relazione e felicità...

    Fotografia: Giacomo Mignani

  • InsideMalawi 2013/2014.

    Momenti di vita quotidiana dal cuore caldo dell'Africa. 

    Gli scatti sono stati realizzati in villaggi e zone rurali, specialmente sull'altopiano del Chikala, dove spesso e volentieri mancano molti dei servizi essenziali come scuole, ospedali, corrente elettrica e acqua potabile.

    Bambini, orfani, uomini e donne. Mille occhi e mille voci. Gente che lavora, suda, lotta, attende, ma che nonostante tutto non perde mai il sorriso...

    Fotografia: Giacomo Mignani

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